Il rispetto per la Terra e per le sue risorse è ormai un tema diffuso. In genere, lo si riassume con un unico termine: sostenibilità. Se ne parla nell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, nel piano di ripresa Next Generation EU. Ma anche Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato sì” sottolinea l’aspetto fondamentale e necessario del rispetto della Natura.
Questo clima culturale incentrato sulla sostenibilità si è fatto sentire anche nel mondo dei fiori. Fino a pochi anni fa i fiori erano considerati come un prodotto commerciale venduto sui mercati tutto l’anno indipendentemente dalla stagionalità di ogni varietà. I fiori arrivavano da paesi quali Kenya, Etiopia o Ecuador in cui non esisteva una legislazione restrittiva nei confronti dell’uso di prodotti chimici, nocivi sia per l’uomo che per l’ambiente.
Fortunatamente, non tutti gli operatori del settore hanno condiviso una simile impostazione del mercato floricolo.
Negli Stati Uniti, intorno ai primi anni 2000, hanno iniziato a diffondersi metodi sostenibili di coltivazione dei fiori. Nel 2013, la pubblicazione del libro di Deborah Pricing Slow Flowers ha, infine, formalizzato la nascita della Slow Flowers Society con lo scopo di incentivare una produzione di fiori che fosse locale, stagionale e rispettasse la Natura e i suoi tempi.
Per questo motivo si è scelto di usare l’aggettivo slow. Oggi, negli Stati Uniti, le flower farm sono diventate una realtà consolidata e in continua espansione. Un ruolo trainante è stato svolto da Erin Benzakein, proprietaria di Floret Flower Farm nello stato di Washington: coltiva fiori da taglio, seleziona nuove varietà e vende semi particolari.
È specializzata nella coltivazione di dalie e di piselli odorosi, ma nei suoi campi si trovano anche zinnie, bocche di leone, amaranto, iris, cosmos, aster e diverse erbe decorative.
Anche i produttori di semi e di materiali per la coltivazione si sono adeguati a questa nuova realtà; è il caso dell’azienda Johnny Selected Seeds.
Partito dagli Stati Uniti, il movimento Slow Flowers si è subito diffuso in tutto il mondo anglosassone. Successivamente ha preso piede negli altri paesi europei dando vita ad associazioni nazionali di promozione e tutela dei fiori sostenibili.
Benché ogni Flower farm sia specializzata in determinate categorie di fiori, ci sono alcune varietà ricorrenti. Infatti, per garantire un’offerta di bouquets che sia costante durante l’anno, le flower farmers devono produrre varietà di fiori appartenenti ad alcune categorie, quali
fiori che fanno da punto focale nel bouquet – in questa categorie troviamo fiori importanti sia per dimensione che per colore: girasoli, peonie, dalie, tulipani e Allium.
fiori a portamento verticale – questa categoria comprende i fiori a punta come la Celosia, i Delphinium, i gladioli, le salvie ornamentali, le iris e le bocche di leone.
fiori di forma tondeggiante che comprendono zinnie, le dalie piccole, gli Aster, i papaveri, i ranuncoli e la calendula.
fiori aerei – questa categoria include i Cosmos, la lunaria, i piselli odorosi, le ombrellifere e diverse varietà di erbe ornamentali.
come erbe da riempimento si prediligono erbe aromatiche quali il basilico e la salvia nelle loro numerose varietà, la verbena, l’amaranto o la malvarosa.
Naturalmente questa lista non è esaustiva, ma puramente esemplificativa; inoltre, gli abbinamenti variano in funzione delle stagioni.
Anche i produttori di semi e di materiali per la coltivazione si sono adeguati a questa nuova realtà; è il caso dell’azienda Johnny Selected Seeds.
Partito dagli Stati Uniti, il movimento Slow Flowers si è subito diffuso in tutto il mondo anglosassone. Successivamente ha preso piede negli altri paesi europei dando vita ad associazioni nazionali di promozione e tutela dei fiori sostenibili.
Benché ogni Flower farm sia specializzata in determinate categorie di fiori, ci sono alcune varietà ricorrenti. Infatti, per garantire un’offerta di bouquets che sia costante durante l’anno, le flower farmers devono produrre varietà di fiori appartenenti ad alcune categorie, quali:
- fiori che fanno da punto focale nel bouquet – in questa categorie troviamo fiori importanti sia per dimensione che per colore: girasoli, peonie, dalie, tulipani e Allium.
- fiori a portamento verticale – questa categoria comprende i fiori a punta come la Celosia, i Delphinium, i gladioli, le salvie ornamentali, le iris e le bocche di leone.
- fiori di forma tondeggiante che comprendono zinnie, le dalie piccole, gli Aster, i papaveri, i ranuncoli e la calendula.
- fiori aerei – questa categoria include i Cosmos, la lunaria, i piselli odorosi, le ombrellifere e diverse varietà di erbe ornamentali.
- come erbe da riempimento si prediligono erbe aromatiche quali il basilico e la salvia nelle loro numerose varietà, la verbena, l’amaranto o la malvarosa.
- fiori che fanno da punto focale nel bouquet – in questa categorie troviamo fiori importanti sia per dimensione che per colore: girasoli, peonie, dalie, tulipani e Allium.
Naturalmente questa lista non è esaustiva, ma puramente esemplificativa; inoltre, gli abbinamenti variano in funzione delle stagioni.


L’Inghilterra sembra aver recepito perfettamente la nuova tendenza come testimoniato dalla presenza sul territorio dell’associazione nazionale Flowers from the Farm, che riunisce circa 950 coltivatori di fiori da taglio. A tale proposito, il noto mensile di giardinaggio, The English Garden, nel suo numero di agosto 2022 presenta alcune delle flower farm che hanno aperto le porte in occasione della manifestazione organizzata da Flowers from the Farm nel primo fine settimana di agosto allo scopo di promuovere l’acquisto di fiori coltivati localmente e in modo sostenibile.
Nell’articolo si sottolinea come la pandemia abbia fatto da catalizzatore nello sviluppo e la diffusione delle Flower farm. Dopo il lockdown, infatti, sono cambiate le priorità della gente: si dà più valore al tempo trascorso in compagnia e alla bellezza dei luoghi che si sceglie di frequentare. Di sicuro passeggiare e raccogliere fiori con la famiglia o con gli amici è un’attività piacevole e gratificante.
In Italia, il punto di riferimento nazionale per la sostenibilità nel mondo dei fiori è l’associazione SlowFlowers Italy, fondata nel 2017 con lo scopo di diffondere una nuova cultura del fiore reciso che non fosse più un “tradimento della Natura”. I fondatori hanno iniziato la loro “avventura” interrogandosi sulla provenienza dei fiori. Così, ad un mercato floricolo caratterizzato da alti costi di trasporto, dall’uso di diserbanti e veleni hanno voluto sostituirne uno migliore, che permettesse ai fiori di recuperare la loro anima, la loro storia.
Sostenibilità, condivisione, bellezza e creatività, sono questi i concetti alla base della filosofia slow flowers. Concretamente ciò si traduce con una coltivazione biologica di piante di fiori ibridate e di erbe spontanee, nel rispetto dei ritmi stagionali e della scelta di varietà legate al territorio.
Ogni anno, l’Associazione propone eventi floreali itineranti aperti al pubblico per condividere e diffondere i suoi valori.
L’associazione riunisce sia sostenitori che coltivatori, fioristi e creatori di allestimenti floreali. Un elenco dei professionisti aderenti è consultabile sulla pagina del sito SlowFlowers Italy.
In Italia esiste anche una realtà regionale che promuove la sostenibilità nel settore dei fiori da taglio; si tratta del collettivo Italian Flower Farmers nato nel 2019 e presente online attraverso l’omonimo profilo Instagram. Riunisce le flower farm di Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte con l’intento di raccontare come possa essere vantaggioso per tutti produrre fiori da taglio in modo sostenibile e organico e distribuirli solo localmente.
La nascita delle Flower farm è il segno tangibile di una scelta: quella nata dalla consapevolezza dell’importanza del rispetto della Natura, dei suoi ritmi e delle logiche sulle quali essa si fonda. E, al contempo, favorisce la floricoltura locale e l’aumento della biodiversità nel mercato floricolo.
