
Originario dell’America centrale e meridionale, l’amaryllis è un bulbo spettacolare capace di regalare fioriture imponenti e colorate nei mesi più freddi.
Il suo nome corretto è Hippeastrum, nonostante il termine Amaryllis sia molto più diffuso.
Nei prossimi paragrafi ti darò alcuni consigli per la cura dei bulbi di amaryllis.
Come piantare gli amaryllis
Prima della messa a dimora, immergi la parte delle radici in acqua tiepida per una notte: quest’operazione aiuterà il bulbo a risvegliarsi. Scegli un vaso non troppo grande; prepara un buon drenaggio mettendo alcuni cocci sul foro del vaso. Posiziona il bulbo al centro in modo da lasciare circa 2,5cm di spazio tra il bulbo e la parete del vaso e lascialo scoperto per metà. Infatti in natura, cresce con le radici molto superficiali: è normale quindi che la parte superiore resti esposta. Se pianti più di un bulbo nello stesso vaso, lascia 3-4 cm tra loro. Compatta bene la terra e annaffia.
La cura degli Amaryllis
La cura dei bulbi richiede un piccolo esercizio di pazienza: dopo averli piantati non resta che aspettare.
Posizione il vaso in un luogo luogo luminoso ad una temperatura di curca 20 gradi e giralo ogni settimana per mantenere lo stelo dritto. Infatti, il fiore tende ad orientarsi naturalmente verso la luce curvandosi. L’amaryllis inizia a fiorire dopo 8-10 settimane e mantiene la fioritura per circa due mesi. Prima di annaffiare, controlla sempre che il terriccio sia asciutto. In genere, durante la fioritura bastano 1-2 annaffiature alla settimana.
Cosa fare dopo la fioritura
Elimina regolarmente i fiori appassiti. Quando l’ultimo fiore sarà sfiorito, taglia lo stelo alla base. Le foglie, invece, non vanno rimosse: sono fondamentali per permettere al bulbo di immagazzinare energia attraverso la fotosintesi clorofiliana. Per aiutare il bulbo a riprendersi, aggiungi del concime liquido e continua ad annaffiare una volta a settimana.
A cosa serve il periodo di “dormienza”?
Come tutte le bulbose, anche gli amaryllis hanno bisogno di un periodo di riposo per poter rifiorire ogni anno. Da fine giugno, puoi sospendere in modo graduale le annaffiature; quando le foglie saranno diventate gialle tagliale alla base. Quindi, trasferisci il vaso con il bulbo in un luogo fresco e buio per alcuni mesi. Questo tempo si definisce “dormienza”: è un periodo di riposo vegetativo che permette al bulbo di ricaricarsi. Dopo circa 2 o 3 mesi, riportalo al caldo (in casa o all’aperto) e riprendi a bagnare e a concimare.
Ad esempio, se vuoi che gli amaryllis siano in fiore per Natale, svegliali (o piantali) verso la metà di ottobre. Altrimenti , puoi lasciare che fioriscano nella loro stagione naturale, cioè aprile-maggio.
E i bulbi cerati come si comportano?
Gli amaryllis cerati fioriscono senza bisogno né di acqua né di terra. Il bulbo, infatti, è ricoperto da uno strato di cera che gli permette di conservare al suo interno le riserve nutritive e l’umidità necessarie alla fioritura. Una volta sfioriti, si tagliano gli steli lasciando le foglie intatte, come già accennato nei paragrafi precedenti. Poi, si apre l’involucro di cera avvicinandolo ad un calorifero per renderlo più malleabile; si asciuga il bulbo. Si pianta e si cura come gli altri amaryllis. Rifiorirà l’anno seguente e, in alcuni casi, lo stesso anno.
L’amaryllis cerato rappresenta, per me, un modo per diffondere meraviglia anche tra chi non ha il tempo o non è nelle condizioni di prendersi cura di una pianta. Inoltre, è un modo per infondere fiducia in chi è convinto di non avere il pollice verde.
A volte si scopre di essere cambiati!