Con l’ arrivo di ottobre, inizio a controllare lo stato delle mie dalie. Ogni anno lo scenario è diverso poiché il clima è diventato imprevedibile.
Lasciarle in terra o toglierle?
Fino a qualche anno fa, avevo l’abitudine di togliere i tuberi dalla terra per conservarli nelle scatole di plastica ricoperti di soffice terriccio oppure trucioli di legno. Oggi, quando mi si chiede un consiglio su cosa fare con le dalie alla fine dell’autunno, rispondo che conviene lasciarle nella terra, a meno di non trovarsi in un luogo di montagna dove la neve ricopre il terreno per diversi mesi all’anno e le temperature scendono regolarmente sotto lo zero. In quest’ultimo caso è indispensabile togliere i tuberi dalla terra, per evitare che il gelo li “cuocia”, facendoli marcire.

A chi non vive in montagna, consiglio, ai primi di novembre, di accorciare lo stelo delle dalie a circa 20 cm da terra, lasciando che le ultime foglie continuino a svolgere la fotosintesi, portando energia al tubero. Dopo circa una settimana, si può tagliare lo stelo restante, raso terra.
A questo punto, si ripulisce la zona circostante dalle erbacce e si può proteggere il tubero dal freddo invernale pacciamando con delle foglie secche o della paglia.
Per coloro che hanno singole piante, suggerisco di coprirle con un vaso di terracotta capovolto; quest’ultimo ha la duplice funzione di proteggere dal freddo e di indicare dove si trova la dalia, visto che la parte aerea scompare nel periodo invernale.